

Di donne ( e uomini) con il grembiule
Quando penso ai tortelli d’erbetta, ho il solito “salto temporale” in cui, in un attimo, mi ritrovo bambina nella cucina dei miei nonni…
Turo (Arturo) alla manovella della macchinetta per tirare la sfoglia e la Velia con il cucchiaio e il coltello che, con gesti precisi ma senza fretta, distribuisce il ripieno… entrambi con “al scosel” (il grembiule).
Ma è nel momento del condimento che i gesti si fanno ancora più precisi e lenti; dopo averli cotti, Turo li scola e li passa alla Velia che, dopo aver fatto notare con soddisfazione che nessun tortello si è crepato in cottura (“A ‘ne miga andè von pra l’acqua!) li posiziona, tortello per tortello, cercando di creare un “puzzle” che permetta al burro fuso (ne tanto, ne poco…. il giusto) di ditribuirsi uniformemente…. e poi quelle manciate di Parmigiano Reggiano che scendono dal pugno chiuso, mentre il braccio oscilla lentamente avanti e indietro.
La “dgama” (tegama) posizionata al centro della tavola, i tortelli che vengono ridistribuiti nelle fondine dei commensali, un’altra abbondante spolverata di Parmigiano e, finalmente, l’assaggio.
Più San Giovanni di così….
… e nel rinnovare questa tradizione, condividiamo con voi una foto meravigliosa, di donne (la Velia, le sue sorelle e qualche amica) elegantissime, probabilmente ad un matrimonio, ma con il grembiule, pronte a mettersi al servizio anche in un giorno di festa, come tutti gli altri giorni dell’anno, con quel sorriso e quella leggerezza di chi lo fa con il cuore, non per dovere… altri tempi.

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