

Come vi avevamo già raccontato, per le domeniche in famiglia il pranzo era normalmente abbondante e luculliano: primo, secondo con contorno, dolce, caffè e ammazza caffè.
L’unica variabile era l’antipasto….
…. ecco, quando c’era l’antipasto voleva dire che era proprio un’occasione importante, qualcosa che valeva la pena festeggiare.
Ma l’antipasto della Nonna Velia non si limitava a qualche fetta di salume messa alla bell’e meglio su un piatto qualsiasi… no no! l’antipasto era composto dalla regina delle tartine; la tartina fatta con pane in cassetta, piccolo strato di burro, salume a piacere, funghetto o carciofino sott’olio e poi l’immancabile stuzzicadenti che serviva anche alla fine a ricordarti quante tartine ti eri scofanato.
Il tutto servito su un raffinatissimo piatto del “servizio bello” per sottolinearne l’importanza.
…e visto che tra qualche giorno festeggerò i miei primi 50 anni, la prima cosa che ho pensato è stata che avrei proprio voluto un bel vassoio di tartine della Nonna Velia e ci è venuto in mente di giocare a mettere a confronto l’antipasto di allora con l’antipasto in versione “aperitivo moderno” tutto (o quasi) home made.

Ovviamente quando le ricette sono così semplici, gli ingredienti devono essere il top e noi abbiamo scelto non un salume qualsiasi ma la Spalla Cotta del salumificio Fratelli Grossi che è stata appena premiata come miglior spalla cotta di San Secondo per la Guida ai Salumi d’Italia 2023.
Poi scegliete voi se la versione “old school” o la versione 3.0 …. l’importante è festeggiare!
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