

Una delle forme di amore e riconoscenza più alte è l’atto del cucinare…. e più sono le ore che si impiegano per preparare un piatto, più è grande il pensiero che c’è dietro.
Questa ricetta, che abbiamo riscoperto grazie a @LuisellaBosi, ha una storia bellissima, a partire dal modo in cui è scritta; ingredienti e procedimento incastonati in una cornice floreale, titolo con nome della cuoca (sempre sigillo di garanzia), sottotitolo che ribadisce la bontà della ricetta e la riga finale che recita così:
“Felino, stagione venatoria 1981. Pina Baiocchi”
La Signora Pina, era la mamma di Don Giuseppe Baiocchi, parroco di Felino tra gli anni ’60 e gli anni ’90, persona austera e apparentemente poco espansiva e una passione innegabile per la caccia.
Ogni anno Don Giuseppe invitava a cena tutti i collaboratori della parrocchia e offriva loro un pranzo luculliano in cui, il piatto principe era la famosissima lepre con la polenta, frutto delle sue battute di caccia e preparata dalle sapienti mani della sua mamma, occupata per giorni in questa preparazione.
Durante questo convivio che univa giovani e meno giovani, si vedeva un Don Giuseppe sorridente e ironico, che si “svelava” raramente, passare e servire personalmente tutti gli invitati e il rifiuto del bis e del tris non era contemplato!
La signora Pina, aiutata da poche e fidate signore del paese, aspettava con ansia il verdetto sul gradimento del cibo e comunque, come mi ha ricordato Luciano, il nostro vicino di casa, per lei era sempre un verdetto infausto: infatti se il cibo rimaneva perché aveva esagerato con le porzioni, per lei voleva dire che gli ospiti non avevano gradito e, se nel caso contrario invece, finiva tutto, lei si rammaricava del fatto che probabilmente ne avrebbero mangiato ancora e lei non aveva potuto offrire nient’altro….
….quanta attenzione e quanta riconoscenza in quelle preparazioni e in quella cena!
E a ripensarci adesso, nei tempi del fast food, del piatto unico e dei rari momenti a tavola tutti insieme, ci sentiamo decisamente più poveri.
Per questo vi auguriamo di avere la possibilità con questa o con qualsiasi altra ricetta, di poter dimostrare a chi volete bene, che il tempo e le attenzioni contano, anche a tavola.
Ah…. e visto che non vogliamo fornire alibi a nessuno, abbiamo pensato (e speriamo che la Signora Pina e Don Giuseppe da lassù non ci giudichino male) di sostituire la lepre con un più reperibile coniglio, ma vi assicuriamo che, nonostante la diversità di carne, il risultato è assicurato!
Ecco quindi la ricetta…. buon lavoro!
Scopri di più da Un Uovo in 2
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.