

A meno di un mese dal martedì grasso, cominciamo ad entrare nel mood “Palati contenti ma case che sanno di fritto”; dei tanti riti che costituiscono la festa di Carnevale, questo aspetto è imprescindibile!
E mentre adesso si tende a friggere con tutti gli accorgimenti del caso (finestre aperte anche con -2°C, cappa di aspirazione che neanche il motore di un jet ha una potenza simile, vestiti “da lavoro” subito rinchiusi in un sacchetto e lavati nel giro di qualche ora….), una volta invece i fritti di Carnevale diventavano l’occasione per incontrarsi e stare in compagnia, assaporando quelle prelibatezze appena uscite dal pentolone con lo strutto.


Come faceva la nonna Nisèn di Carignano che, chiamata a raccolta qualche amica, tutte insieme intorno al “tavlot”, prima confezionavano e poi friggevano questi favolosi tortellini fritti, destinati inizialmente ai famigliari, ma che inevitabilmente venivano poi elargiti a chiunque passasse dal cortile del campo sportivo dove lei abitava.
Che bello condividere!…. e poi se si frigge tutti insieme, poi nessuno fa più caso all’odore di fritto!!
Curiosi di provare vero??!!! Ecco la ricetta della nonna Ines
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