

Quando si parla di tradizioni di famiglia, soprattutto in cucina, si rischia sempre di assistere a infinite diatribe anche per piccolissimi dettagli….
Cappelletti e Anolini, Parmigiano Reggiano stravecchio o di 2 stagionature, noce moscata si o no, con carne o senza, forma dentata o liscia, sfoglia solo farina o anche una parte di semola…. e potrei andare avanti ancora!
Questi che con molta emozione proviamo a raccontarvi sono i Caplet ed la Velia (i cappelletti della nonna Velia), quelli delle tante Vigilie di Natale passate fianco a fianco a prepararli, con il Nonno Turo addetto alla manovella della tirapasta e noi piccoli a contarli e a metterli a posto, quelli però che arrivavi e il ripieno era già pronto e quando chiedevi alla nonna come si faceva ti rispondeva con un enigmatico “At fe’ al stracot e at scot al pan” (“Fai lo stracotto e poi scotti il pane”), che capite bene, per una preparazione che tiene impegnati due giorni, equivale a dire che per costruire una piramide basta qualche pietra!
E’ per questo che da sempre, la “mission” è stata quella di cercare di replicare quel profumo e quel sapore che, nonostante bene o male, gli ingredienti siano gli stessi in tutte le case, quando lo annusi e quando lo assaggi ti fa dire: “Le lù! Le col ed la Velia!
Perciò saremo ben lieti di conoscere le vostre versioni, senza accanirci troppo a capire se e quale è la ricetta originale o migliore perché lo scopo finale sarà per tutti ritrovare un po’ di felicità, ognuno con la propria fondina stracolma di “galleggianti”….
….e se alla fine, avremo convinto anche solo uno di voi, a preparare in casa i cappelletti per la prima volta, la felicità sarà doppia!
Mai come in questo caso è importante seguire tutti i passaggi, che potete trovare a questo link:
Scopri di più da Un Uovo in 2
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Una opinione su "Cappelletti di casa mia"