Psicologia applicata in cucina…

…ovvero il comfort food

Ognuno ha un proprio metodo per combattere lo stress e affrontare periodi impegnativi…

….c’è chi corre o va in palestra, chi fa meditazione e preferisce isolarsi per alcuni istanti, chi invece ha bisogno di fare due chiacchiere e due passi in compagnia.

Io impasto e cucino: ho sempre fatto così, anche quando impastare e cucinare non erano proprio gesti così famigliari. Ho sempre trovato molto conforto nell’affondare le mani in un impasto e fare defluire così tutta la tensione dei momenti più intensi.

In casa quando mi vedono cucinare in orari “non convenzionali” capiscono al volo che non è il caso di approfondire e sperano che tutto quello spadellare porti velocemente un giovamento (soprattutto per loro)!

Ora lo chiamano “comfort food” ma io ne ho esteso il significato anche alla preparazione… e visto che è un metodo infallibile, anche qualcun’altro in famiglia ha iniziato ad applicarlo con tanta soddisfazione da parte di tutti (chi si rilassa e chi semplicemente mangia)

Quindi perché non dovrebbe funzionare anche per voi?


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