

Avere una cognata pugliese porta molti vantaggi; al ritorno da ogni viaggio al paese taralli al finocchietto, origano essiccato che quando apri il barattolo è un’esplosione di sapore, i mustazzoli (biscotti a base di mandorle, agrumi e cacao) ma, soprattutto, una mamma che fa le orecchiette con la stessa velocità con cui noi invece le mangiamo!
…E appena abbiamo saputo che la Signora Lucia, da Spongano (in provincia di Lecce) sarebbe venuta a passare qualche giorno a casa dei suoi nipoti, non ci siamo fatti scappare l’occasione e quindi l’abbiamo messa subito all’opera, cercando di carpire tutti i segreti di questa pasta ormai patrimonio dell’umanità.
A partire dal calcolo della semola per commensale; niente bilancia ma le mani che si uniscono “a coppa” per raccogliere la semola necessaria per ogni persona. Poi l’acqua messa ad occhio, versata poco per volta, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Quei gesti e quei movimenti, imparati fin da piccola, prima dalla mamma e poi perfezionati dagli insegnamenti della zia, che era a servizio dal Barone di Spongano, ci hanno completamente ipnotizzato. Ci ha spiegato che quando si tornava dai campi, si metteva a cuocere il sugo di condimento e, nel frattempo, si impastava e si facevano le orecchiette…. tutto espresso, tutto veloce.
Non solo orecchiette, ma anche “maccheroni”, una pasta allungata e fatta arrotolare su un ferro da maglia sottile; i due formati messi poi insieme, formano la famosa “pasta maritata”, chiamata così perché l’orecchietta rappresenta la parte femminile e il maccherone la parte maschile.
Poi quelle mani che tagliano con l’aiuto del coltello con la punta arrotondata, dei piccoli pezzettini di pasta, la trascinano sul tagliere di legno e, appoggiandola al pollice, la girano mettendo in evidenza la parte più grezza, che dovrà raccogliere il condimento.
….e nel frattempo,intorno al tagliere, arrivano anche i nipoti, Luca e Lorenzo, che prima timidamente, poi con più coraggio, osservano e cercano di imitare i gesti della nonna, rinnovando quella tradizione che diventa quasi un rito ancestrale che speriamo non si interrompa mai.
Grazie a Lucia potremo custodire anche noi un pezzettino di quella tradizione.






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