
La notte di San Giovanni ispira da sempre tutta una serie di rituali che cambiano a seconda delle tradizioni locali delle varie regioni d’Italia; chi mangia i tortelli d’erbetta, chi prepara un’ acqua aromatica che si dica abbia proprietà curative e chi, come noi, si accinge a preparare il famoso liquore “Nocino” (che alcuni giurano avere anche lui moltissime proprietà curative….molto più dell’acqua!)
…e così, come tradizione vuole, il 24 giugno, di mattina presto, siamo partiti per raccogliere le noci. Devono essere noci fresche, con ancora il loro mallo e devono aver “preso” la prima rugiada, quella appunto di San Giovanni; siete ancora in tempo per raccogliere le vostre noci anche nei giorni successivi, basta che le siano ancora morbide all’interno. Per i puristi andrebbero fatte raccogliere a una giovane donzella a piedi scalzi, mentre noi ci siamo avvalsi dell’aiuto degli immancabili zii, Primo e la Paola, che oltre ai sopralluoghi dei giorni precedenti, per trovare il noce più adatto, si sono occupati materialmente della raccolta.





Un grazie a loro e soprattutto a Bruna e Daniele Fochi che ci hanno dato il permesso di “saccheggiare” il loro noce e ad Angelo Fainardi che, da esperto di liquori fatti in casa, ci ha dato qualche dritta in più.
Qui troverete i passaggi preliminari per la preparazione e la macerazione, che dovrà durare 40 giorni….
poi ci sarà l’aggiunta del vino e dello zucchero e poi un’ulteriore riposo in bottiglia per qualche mese. Procedimento lungo ma che ci porterà ad assaporare un liquore molto aromatico, che avremo il piacere di utilizzare anche in alcune ricette, sia dolce che salate.
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