Un rigore buttato “alle ortiche”

Il bello della cucina è che una ricetta, un sapore o un ingrediente possono aprire immediatamente il cassetto dei ricordi… ed è proprio quello che è successo mentre con Flavio stavamo raccogliendo le ortiche per la ricetta di oggi.

Non è un ricordo diretto, ma il racconto, ascoltato centinaia di volte, di una storica partita di calcio, giocata nell’aia della Pradora (l’azienda agricola che gestivano i miei nonni paterni) tra due porte delimitate da magliette arrotolate.

Braghette corte, petto nudo e un rigore da parare a tutti i costi, senza calcolare che quel volo a braccio teso per impedire al pallone di oltrepassare la linea, sarebbe finito esattamente in mezzo a una siepe naturale di ortiche alte quasi un metro. E a distanza di anni, ancora la risata fragorosa a pensare al dolore urticante su tutto il lato destro del corpo (orecchie comprese) e la gioia di un’amicizia lunga una vita: Gino e Italo.


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