


Quasi tutti i piatti che vi abbiamo presentato hanno due cose in comune: la semplicità degli ingredienti (qualcuno li definisce “poveri”) e le origini contadine. In effetti, sia io che Flavio veniamo da contesti saldamente legati alla terra e le nostre foto da piccoli ce lo ricordano bene…
…. uno in quel di Carignano e l’altra spesso a Pradora dai nonni paterni.


Mia nonna Velia era brava in cucina ma non era nata per cucinare e quindi lo faceva solo con istinto, molta manualità e niente ricette. Rifare i suoi piatti e ritrovare i suoi sapori non è stato facile, proprio perché il suo motto era:” As va ad oc… un po’ ed coste… un po’ ed cleter” (“Si va ad occhio… un po’ di questo…. un po’ di quello). Il suo segreto in cucina? Sicuramente la mitica #Petronilla! Praticamente un forno elettrico portatile, una grossa pentola con il coperchio riscaldante, dentro la quale mia nonna cucinava di tutto: arrosti, patate, torte, polenta….. sempre posizionata su un piccolo supporto a livello pavimento (comodissima!!!!) e accanto alla quale era facile lasciare spesso le caviglie, sfiorandola passandole vicino. Saremmo curiosi di sapere se anche le vostre nonne avevano la Petronilla e che piatti ci cucinavano… Se vi va, raccontatecelo pure nei commenti.
La ricetta che segue non veniva cucinata nel fornetto elettrico ma era il vero cavallo di battaglia della Velia…

ps. Prima che qualcuno, guardando le foto del risultato finale, inorridisca davanti all’abbondanza del condimento, vogliamo sottolineare che non è, come potrebbe sembrare, unto ma è solo un po’ di felicità nel piatto.
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