Cucina e buoi dei paesi tuoi

Se dovessimo per piacere o per lavoro trasferirci in un’altra regione, sono sicura che faremmo fatica ad abbandonare le nostre tradizioni, così dall’oggi al domani, anche se al contempo, cercheremmo di integrarci e di fare nostre quelle di quel luogo…

…. che poi potrebbe anche capitare di scoprire che, a centinaia e centinaia di chilometri di distanza, alla fine quelle usanze hanno solo piccole sfumature diverse, ma un’unica solida base.

Un pò com’è successo a me e a Luisella, parlando delle nostre ricette di famiglia di due cucine apparentemente molto lontane: quella parmigiana e quella sarda. 

Luisella, originaria di Ardauli, un piccolissimo paese al centro della Sardegna, in provincia di Oristano, si è trasferita tantissimi anni fa a Parma ma l’amore per quella terra non se l’è tolto dal cuore e il suo bellissimo accento sardo mischiato a qualche parola di dialetto parmigiano, è una delle cose che la caratterizzano di più…. E visto che lei si è fatta così ben volere dalle rezdore del paese, tanto da essersi guadagnata lo scettro di Capo-friggitrice di torta fritta in tutte le manifestazioni locali, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di farmi insegnare uno dei piatti simbolo del suo paese: i culurzones  (ovvero i ravioli).

Parlando proprio di questi ravioli di patate, mi sono stupita di sentire, come da ingredienti simili a quelli dei nostri tortelli, il risultato sia così squisitamente diverso.

Patate, pecorino stagionatissimo e un ingrediente segreto: la nebidedda, una pianta aromatica che cresce solo in Sardegna, conosciuto anche come “l’origano di Ardauli” e proprio per questo in mancanza di questa pianta aromatica, la possiamo sostituire con origano fresco oppure come abbiamo fatto noi, del timo fresco.

Ma la particolarità di questi ravioli è la tipica chiusura intrecciata, una sapienza tramandata di generazione in generazione, che racchiude tutta la magia della terra sarda.

Luisella mi ha spiegato che questa tradizionale chiusura è stata in parte sostituita dalla classica forma dei tortelli nostrani, più pratici e veloci, ma vi assicuro che, una volta imparato, sarete conquistati non solo dall’estetica data dalla chiusura intrecciata ma soprattutto dal gusto dato da un raviolo pieno pieno che si scioglie in bocca.


Scopri di più da Un Uovo in 2

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento