


Nei lontani anni ’80 era usanza che la prima domenica di Ottobre il nostro Don Giuseppe invitasse a pranzo in Parrocchia tutti i nonnini del paese in occasione della loro festa.
Dopo il lauto pranzo, dove non mancava mai la selvaggina, frutto delle battute di caccia dello stesso Don Baiocchi, noi giovani eravamo invitati ad animare la festa con le chitarre e qualche cantata. Il repertorio ovviamente era d’annata, ma avevamo l’onore di poter accompagnare il trio di fratelli più famoso del paese: i fratelli Fereoli.
E dopo un “Madonnina dai riccioli d’oro” e un “Piemontesina bella” arrivava la hit più amata, se non sbaglio, proprio scritta dai fratelli Fereoli.
“…. e Felino è un paese assai bello / dominato da un vecchio castello / dove nascon prosciutti e salami / tratti fuor da maiali nostrani…”
Questo l’incipit della canzone, nella quale si spiega bene il binomio tra il nostro paese e sua maestà il maiale, al quale abbiamo dedicato anche un monumento!
…e in questo giorno di Carnevale, lo celebriamo come conviene.
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