Dici: “Chicche della nonna” e pensi: “Festa”!

Sì, mia nonna Velia era più una da “sgranfgnon” (gnocchi) con quel sugo bello carico di olio, poca passata e tanto, ma tanto tanto concentrato di pomodoro, doppio bene ma triplo meglio, neanche tanto allungato con l’acqua.

Le chicche si facevano proprio in occasioni speciali perché erano considerate un po’ più “fighette” e infatti a loro non si abbinava il sugo rozzo e arrogante con il concentrato, ma un sughetto delicato (e fighetto come loro), ad esempio un sugo al pomodoro e basilico o, come suggerito sempre dal ricettario della Rosi, un bel sugo di verdure (niente besciamella questa volta però, solo “panna a piacere”).


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